Freedom Not Fear 2008/Rome/Press

From Freiheit statt Angst!

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Obiettivo di questa pagina: definire un manifesto, una press release, un documento condiviso che sarà letto in rassegna stampa e usato come testo di volantinaggio.

Forma perseguibile: la presenza di gruppi variegati e distribuiti è la nostra forza, il wiki è lo strumento che ci puo' permettere di creare un documento il piu' possibile condiviso di gruppi che supportano FnF. Vari possono essere gli stili e disparati i contenuti. Dove possibile modificate le proposte esistenti, dove sentite, createne di nuove. In fondo alle proposte, la sezione "commenti" consente di votare e commentare le varie proposte.

Manifesto 1

Libertà non paura.

Il terrore ha dominato per anni, si è impossessato delle menti, influenzate da immagini cruenti, provenienti da casi unici e descritti come pericolo di tutti.

Si tratti di crimini di strada, si tratti di terrorismo internazionale, l'effetto sulla cittadinanza è la paura, la paura porta a scelte irrazionali, e gli effetti di queste scelte sono: controllo, sfiducia, demotivazione.

Nonostante i pericoli della quotidianità non siano cambiati, le scelte che dovrebbero far aumentare la nostra sicurezza portano solo ad una limitazione dei nostri diritti fondamentali.

Possiamo capire che in questo momento, tra internet e globalizzazione, tutte le forme organizzative si stiano sconvolgendo. Vogliamo che questa crescita non sia all'inisegna della paura ma del coraggio, non della sfiducia ma nella creazione.

Ognuna delle persone in piazza oggi ha differenti storie: avvocati che appurano giorno per giorno l'insufficenza del sistema legale, esperti di sicurezza che vedono i soldi dei contribuenti usati contro loro stessi. Persone che vorrebbero sapere cosa succede nel loro stato, e vengono manipolate come quando, durante una guerra, le informazioni non sono pensate per informare ma per dirigere.

Siamo in guerra ? La guerra contro il terrore si e' tradotta in una guerra contro i diritti ? La guerra alla pirateria si traduce con la limitazione delle tecnologie ? La guerra contro l'indipendenza si combatte mantenendo il popolo disinformato e legato a stili di vita insostenibili ?

Tutto l'anno, tranne oggi, ci turbano vari aspetti: il modello di vita non sostenibile economicamente, la raccolta dei dati personali come forma di ricchezza per chi offre servizi gratuiti online, l'informazione come prima arma anche in momenti di pace, la politica cosi' strettamente legata all'economia da non consentire piu' una scelta ai cittadini, i vincoli alle tecnologie imposte da potenti lobby, che con tecnologia e crescita nulla hanno a che fare.

Troppi elementi sfaccettati e troppe storie perchè oggi se ne parli. C'e una certezza pero', comune a tutti questi aspetti: non siamo piu' noi a scegliere.

Siamo i cittadini di una democrazia che ha perso senso critico davanti all'uso sempre piu' forte delle emozioni, anziche' delle informazioni. Che ha votato le sue energie a produrre e non a crescere. Ma ce ne siamo accorti ?

Quando la nostra costituzione si creo', i tre poteri al tempo predominanti furono scissi, perche' l'unione di questi causava dittatura. E' ora di vedere che i poteri sono aumentati. Esecutivo, legislativo e giudiziario, i vecchi. Economico e informativo, i nuovi.

Oggi, ognuno di noi che manifesta ha proposte e soluzioni per migliorare lo stato delle cose: sicurezza personale, lavorativa, economica, stradale. Ottenere informazione equilibrata, equità dei diritti, riservatezza e libertà.

Oggi pero' non parleremo dei problemi e delle soluzioni, oggi siamo qui per dire "non abbiate paura di cambiare, non abbiate paura di quello che non capite".

Siamo nel mezzo di un enorme cambiamento, si chiama "rivoluzione informativa", non dissimile dalla sconvolgente "rivoluzione industriale" di secoli fa. Questo genere di cambiamenti puo' apparire come problematico, le persone restie, la comprensione degli avvenimenti confusa.

Oggi siamo qui per questo: fare chiarezza su cosa succede, e non tra di noi ma per chi non è come noi, perchè altri uscendo da queste piazze possano iniziare a stancarsi della paura, e ad assaporare un po' di libertà.

Commenti

aggiunta pagina, aggiunta prima proposta -- -- 06/09/08

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